La tipografia è il 95% del web
C'è una frase celebre nel mondo del design: il web è fatto per il 95% di testo. Ogni pagina che leggi, ogni pulsante, ogni menù è composto da parole — e il modo in cui quelle parole appaiono determina l'esperienza di lettura più di quanto si immagini.
Eppure la scelta dei font è spesso l'ultima cosa a cui si pensa quando si costruisce un sito. Un errore, perché una tipografia sbagliata può rendere faticoso leggere anche il contenuto migliore, e la fatica di lettura si traduce direttamente in visitatori che abbandonano.
Leggibilità: la regola numero uno
Prima di qualsiasi considerazione estetica viene la leggibilità. Un font può essere bellissimo ma se stanca gli occhi dopo due righe ha fallito il suo compito. I fattori che determinano la leggibilità sono la dimensione (sul web, il testo del corpo non dovrebbe scendere sotto i 16-18 pixel), l'altezza delle righe (un'interlinea generosa rende la lettura più rilassata) e la lunghezza delle righe (righe troppo lunghe fanno perdere il segno).
Il contrasto tra testo e sfondo è altrettanto cruciale: il testo grigio chiaro su sfondo bianco, tanto di moda, è spesso al limite o sotto le soglie di accessibilità, escludendo chi ha problemi di vista.
Serif, sans-serif e il messaggio che trasmettono
I font si dividono in due grandi famiglie, e ciascuna comunica qualcosa di diverso a livello inconscio. I serif, quelli con i piccoli allunghi alle estremità delle lettere, trasmettono tradizione, autorevolezza, eleganza — pensa alle testate giornalistiche storiche o agli studi legali. I sans-serif, dalle linee pulite e senza allunghi, comunicano modernità, chiarezza, efficienza — sono la scelta della maggior parte delle aziende tech.
Non esiste una scelta giusta in assoluto: esiste la scelta coerente con l'identità che vuoi trasmettere. Un notaio e una startup tecnologica non dovrebbero usare la stessa tipografia, perché parlano a pubblici con aspettative diverse.
L'errore dei troppi font
Uno degli sbagli più comuni è usare troppi caratteri diversi nella stessa pagina. Il risultato è caotico e amatoriale. La regola dei professionisti è semplice: due font al massimo, uno per i titoli e uno per il corpo del testo, scelti in modo che si completino. Alcuni progetti usano addirittura un solo font in pesi diversi, ottenendo coerenza e pulizia.
Le prestazioni contano
Ogni font personalizzato è un file che il browser deve scaricare, e questo influisce sulla velocità. Un sito con cinque famiglie di font in dieci pesi diversi si appesantisce e rallenta, penalizzando sia l'esperienza sia il posizionamento su Google. Scegliere pochi font, caricarli in modo ottimizzato e usare i font di sistema quando possibile è una scelta che unisce estetica e performance.
La tipografia lavora per te (o contro di te)
Una buona tipografia è invisibile: le persone leggono senza accorgersi del font, assorbono il messaggio, restano sulla pagina. Una cattiva tipografia si fa notare nel modo sbagliato, affatica, allontana. È uno di quegli aspetti che i visitatori non sanno spiegare ma percepiscono immediatamente.
Se il tuo sito ha molto contenuto ma poche persone lo leggono fino in fondo, la tipografia potrebbe essere una delle cause. È un intervento spesso sottovalutato ma capace di migliorare sensibilmente il tempo di permanenza. Vuoi un parere sul tuo sito? Scrivici per un'analisi gratuita.